Pubblicato il 07/05/2015 da Redazione
La storia dei Mamuthones. Anzi, la loro leggenda. Perché questa maschera fatta di pelli, campanacci e volti neri, è parte integrante della cultura e delle tradizioni della Sardegna.
Sono incerte. Sull’origine dei Mamuthones le storie e le teorie sono diverse:
Ci sono ancora altre teorie sull’origine dei Mamuthones: un rito totemico di assoggettamento del bue, una processione dell’epoca nuragica in onore di una qualche divinità pastorale, un legame con i riti dionisiaci, un rito che segnerebbe il passaggio delle stagioni. Qualunque sia la spiegazione, questo affascinante rito è sopravvissuto fino ai giorni nostri con tutto il suo carico di mistero.
Parlare di Mamuthones significa anche parlare della loro controparte, gli Issohadores: maschera bianca come la camicia e pantaloni, corpetto rosso, sa berritta in testa, stivali neri. Due protagonisti di una sfilata che in ogni circostanza segue sempre lo stesso rituale. Una fila di 12 Mamuthones con 8 Issohadores ai lati si muove per le strade della città. I Mamuthones camminano con passo strascicato e fanno suonare i campanacci. Gli Issohadores lanciano la fune e “catturano” le giovani donne della folla, in segno di fertilità e di buon auspicio.
La loro storia non è ancora certa. Ma forse proprio per questo i Mamuthones sono diventati una delle maschere più tipiche della Sardegna. Per vederli, i momenti più importanti dell’anno sono tre:
(video di AllWays Sardinia):
Fonte immagine: Flickr.com/photos/webgol
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