Le janas: comincia il viaggio per scoprire le leggende della Sardegna

Pubblicato il 03/12/2015 da Redazione

Quella nella foto è la domus de janas di Montessu. Ovvero un’antichissima tomba scavata nella roccia, di origine prenuragica. In Sardegna ne sono state scoperte più di 2.400, sparse un po’ in tutta l’isola. Ed è qui che, secondo una delle più conosciute leggende della Sardegna, vivono le janas.

Domus de janas, tradotto liberamente, significa “casa delle fate”. Le janas infatti sono delle piccolissime fate che, secondo la tradizione popolare, vivono in buchi scavati nelle rocce. Sempre la tradizione popolare ha subito identificato tali buchi con le tombe prenuragiche.

Le janas avevano una pelle candida e molto delicata: i raggi del sole l’avrebbero rovinata e per questo uscivano solo dopo il calare del sole. Le janas andavano a pregare presso i templi nuragici nelle notti di luna piena. Dovevano attraversare sentieri ripidi e irti di rovi per arrivarci. Le janas diventavano luminose per evitare le spine e questo segnalava la loro presenza.

Per molti versi, le janas erano simili ai folletti di altre culture. Eseguivano qualunque tipo di lavoro domestico: erano in grado di tessere delle stoffe meravigliose e di preparare un pane più leggero dell’ostia (forse con riferimento al pane carasau).

Stoffe e pani non erano preparati con strumenti qualunque: il telaio era d’oro e il setaccio era fatto d’argento. I due strumenti facevano parte del favoloso tesoro di cui le janas erano custodi: oro, perle, diamanti.

C’era bisogno di difendere questo tesoro dai ladri. Le janas ponevano le muscas maceddas a proteggerlo: sono orribili insetti con testa di capra, un solo occhio in mezzo alla fronte, denti aguzzi, delle corte ali, una coda con un pungiglione velenoso. Le janas nascondevano le muscas nelle casse insieme ai tesori. Nessuno osava aprire gli scrigni per paura di liberare i terribili insetti.

La leggenda racconta che le janas avevano una voce suadente: la loro melodia si diffondeva di notte, mentre lavoravano ai telai o ai setacci, e accompagnavano i viandanti solitari.

 

Prossima leggenda: il cibo

 

Fonte immagine: “Interno Domus de Janas” di No machine-readable author provided. Shardan assumed (based on copyright claims). – No machine-readable source provided. Own work assumed (based on copyright claims).. Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons

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