Il villaggio nuragico di S’Urbale

Sulle pendici sud-occidentali del Gennargentu, nel cuore della Sardegna, si trova il villaggio nuragico di S’Urbale, uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna per lo studio delle antiche popolazioni nuragiche. Raggiungibile sia dal porto di Arbatax che da quello di Olbia, il villaggio preistorico di S’Urbale rappresenta una delle mete imperdibili della Barbagia e, più in generale, della Sardegna centrale.
Il villaggio nuragico di S’Urbale nel cuore della Sardegna:

Il villaggio nuragico di S’Urbale

Il villaggio nuragico di S’Urbale è situato a pochi chilometri da Teti, piccolo borgo della provincia di Nuoro. In un contesto naturalistico fatto di vallate e rigogliose montagne, sorgono circa cinquanta capanne a pianta circolare che secoli e secoli fa ospitarono un’antica popolazione, giunte a noi quasi del tutto intatte. Al centro del vano si trova un quadrangolare, realizzato con terra battuta sistemata su pietre. Ciò che però rende uniche le capanne del villaggio di S’Urbale è il modo in cui sono state isolate termicamente, ovvero grazie all’utilizzo di argilla e sughero, una tecnica costruttiva complessa che viene illustrata nella ricostruzione di una delle capanne nel museo archeologico di Teti. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce anche oggetti in argilla e ceramica che raccontano la quotidianità di queste popolazioni. In base ai rinvenimenti, gli abitanti del villaggio di S’Urabale erano dediti alla tessitura e all’agricoltura. Edificio particolarmente interessante è la capanna delle riunioni, dotata di panche addossate ai muri, al cui interno è possibile osservare i conci dove venivano deposte le offerte votive.

osa vedere nei dintorni del villaggio nuragico di S’Urbale

La zona dove sorge il villaggio nuragico di S’Urbale è costellata di monumenti e siti archeologici di origine preistorica. Il nuraghe di Alinèdu, a tholos semplice, è situato in una vallata costeggiata da pendii collinari a circa 1700 m verso sud rispetto al villaggio di S’Urbale. Anche se parzialmente interessato da un crollo, il nuraghe ha conservato buona parte delle sue strutture realizzate con conci di granito di medie e grandi dimensioni. A est del nuraghe Alinédu, c’è il villaggio di Su Carràzzu, costituito da una serie di capanne di forma circolare di cui solo 2 sono chiaramente individuabili, realizzate con pietre di modeste dimensioni. Restando sempre in zona, si trova il santuario di Abini, portato alla luce nel 1931. Luogo sacro dove gli abitanti dei villaggi della zona si incontravano durante le festività religiose comuni. Un sito di grande interesse storico come testimonia il ritrovamento di bronzetti votivi tardo-nuragici, databili nel IX-VIII secolo, esposti al museo archeologico nazionale di Cagliari. Buona parte dei reperti provenienti da questa zona, sono conservati all’interno del museo di Teti, dove è possibile anche osservare reperti provenienti dalle campagne dei paesi vicini di Tonara, Sorgono e Meana Sardo.

Photo credits:
Foto di Cristiano Cani da Wikimedia

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