Aggiornato il 03/09/2026 da Redazione
La Sardegna possiede un territorio straordinariamente ricco dal punto di vista geologico, tanto da essere una delle mete più amate in Europa dagli appassionati di speleologia e natura. Sotto la superficie delle sue spiagge e dei suoi boschi si nasconde un universo ipogeo millenario fatto di cattedrali calcaree, fiumi sotterranei e colonne monumentali.
Che tu sia un escursionista esperto o un viaggiatore curioso in cerca di un’esperienza suggestiva, ecco le sette grotte più belle da visitare in Sardegna e le indicazioni pratiche per raggiungerle.
Situata nell’imponente promontorio di Capo Caccia all’interno del Parco di Porto Conte, la Grotta di Nettuno è una delle cavità carsiche più celebri d’Italia. Al suo interno racchiude un suggestivo labirinto di sale, gallerie e il Lago Lamarmora, uno dei bacini salati sotterranei più grandi d’Europa con la sua caratteristica spiaggia di sabbia bianchissima.
Nel cuore dell’Ogliastra, ai piedi dei famosi “tacchi” calcarei di Ulassai, la Grotta di Su Marmuri (dal sardo, “di marmo”) è considerata una vera e propria opera d’arte modellata dall’acqua nel corso dei millenni. È un ambiente monumentale con soffitti che raggiungono i 70 metri d’altezza. Il percorso turistico, lungo circa 850 metri, è pianeggiante e conduce tra vasche naturali e colossali sculture calcaree.
Nei pressi di Dorgali, la Grotta di Ispinigoli custodisce uno dei monumenti naturali più spettacolari del Mediterraneo: un’imponente colonna stalagmitica alta ben 38 metri che unisce la volta al pavimento della caverna. Attraverso una scalinata di circa trecento gradini si scende verso il celebre Abisso delle Vergini, un inghiottitoio sotterraneo profondo circa 60 metri legato ad antichi riti nuragici.
Arroccata lungo la costa tra le spiagge di Cala Mariolu e Cala Biriola, la Grotta del Fico è stata modellata per secoli da un antico fiume sotterraneo. Rinomata per essere stata l’ultimo rifugio della foca monaca, la grotta presenta due gallerie sovrapposte e un pozzo profondo 40 metri collegato direttamente al mare aperto tramite il suggestivo Sifone della foca monaca.
Considerata un piccolo gioiello nascosto dell’Ogliastra, la Grotta di Su Meraculu (letteralmente “il miracolo”) deve il suo nome alla straordinaria trasparenza della luce che illumina le formazioni calcaree e le sculture naturali presenti al suo interno, creando un’atmosfera quasi fiabesca.
Nel versante sud-occidentale dell’isola, la Grotta Azzurra si apre lungo una spettacolare scogliera a picco sul mare nel litorale di Masua. La grotta deve il suo nome ai riflessi turchesi mozzafiato creati dalla luce solare sulla superficie dell’acqua ed è situata a brevissima distanza dallo storico sito minerario di Porto Flavia.
Dichiarata Monumento Naturale, la Grotta di San Giovanni a Domusnovas è una delle gallerie carstiche transitabili più lunghe d’Europa (circa 850 metri). L’interno è arricchito da imponenti stalattiti e ospita una suggestiva cappella ipogea dedicata al Santo, un tempo attraversata da una vera e propria strada carrozzabile oggi convertita in percorso pedonale.
Pianificare un itinerario alla scoperta del patrimonio ipogeo sardo è facilissimo scegliendo di viaggiare in traghetto con auto o moto al seguito:
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