Carnevale in Sardegna: non solo mamuthones

Aggiornato il 24/09/2026 da Redazione

Il carnevale, nell’immaginario collettivo, è una festività che rimanda all’allegria, ricca di colori, maschere e carri allegorici che spesso invadono i quartieri di città e paesi. In Sardegna, però, il carnevale assume delle caratteristiche più ancestrali, quasi misteriose: viene vissuto come un vero e proprio rito, diverso da paese in paese. Al centro delle rappresentazioni c’è la vita agropastorale, con i rituali propiziatori nei confronti degli dei (Dioniso, in particolare), come nel caso dei carnevali barbagini, o con le giostre equestri nella zona di Oristano, dove a essere celebrato è il cavallo. Se hai prenotato un biglietto per la Sardegna nel periodo di Carnevale, ecco i carnevali della Sardegna da non perdere assolutamente.
I carnevali della Sardegna:

Il Carnevale in Sardegna: i riti dionisiaci della Barbagia

Mamoiada Carnevale

Iniziamo con quelle che sono ritenute essere le maschere più rappresentative del Carnevale in Sardegna (Su Karrasecare in sardo): i Mamuthones e gli Issohadores, protagonisti del carnevale di Mamoiada. Figure la cui origine si perde nella notte dei tempi: il rito, risalente con tutta probabilità all’epoca nuragica, rappresentava un momento propiziatorio per il raccolto e la fertilità della terra. I Mamuthones, vestiti di pelli di pecora nera, girano per le strade del paesino a pochi chilometri da Nuoro indossando una maschera nera di legno d’ontano e portando sulla schiena sa carriga, un insieme di campanacci dal peso di circa 30 kg che cadenzano i loro passi sincopati. Gli Issohadores li scortano indossando una giubba rossa, calzoni bianchi, una camicia di lino, uno scialle e, in alcuni casi, una maschera antropomorfa bianca, lanciando la laccio (soha) per catturare simbolicamente gli spettatori in segno di buon auspicio.

Restando in Barbagia, si possono trovare maschere arcaiche molto simili:

  • Boes e Merdules ad Ottana: che mettono in scena il contrasto tra la creatura animale (il bue) e il suo padrone.

  • I Thurpos ad Orotelli: vestiti e incappucciati con pesanti cappotti di orbace nero e coi volti ricoperti di fuliggine.

  • S’Urzu a Fonni: la maschera dell’orco o dell’orso ricoperta di pelli.

  • Su Battileddu a Lula: figura vittima sacrificale, interamente sporca di sangue, che si aggira per le strade del borgo.

  • Don Conte ad Ovodda: il protagonista incontestato delle celebrazioni che hanno luogo il mercoledì delle ceneri.

Il Carnevale in Sardegna: celebrazioni equestri e lamenti funebri

Carnevale in Sardegna

Se in Barbagia vanno in scena figure arcaiche a metà tra uomini e animali, spostandosi verso la costa ovest il carnevale viene festeggiato con esibizioni equestri (sos karrasegares a caddu) che celebrano la figura del cavallo, centrale per la comunità.

Dalle acrobazie delle Pariglie di Bonorva alla Carrela ‘e Nanti di Santu Lussurgiu, dalla pentolaccia a cavallo di Oniferi a quella di Benetutti, l’abilità dei cavalieri si trasforma in pura arte scenica.

Ma è la giostra equestre di Oristano, la celebre Sa Sartiglia, l’evento più spettacolare e famoso dell’isola.

La domenica di carnevale e il martedì grasso, cavalieri in maschera e abiti tradizionali si sfidano in prove di abilità eccezionali: la Corsa alla stella, guidati dal capo corsa (Su Componidori, figura androgina investita durante una solenne vestizione) che si lancia al galoppo per infilzare con la spada una stella forata sospesa lungo via del Duomo, e le Pariglie, dove veri e propri acrobati a cavallo compiono piramidi umane in corsa.

Salendo di qualche chilometro verso Bosa, il carnevale diventa tragedia e satira irriverente: durante S’Attittidu, un lamento funebre, le maschere indossano il costume tradizionale a lutto e stringono tra le braccia una bambola di stracci che si lamenta per la fame. Durante la notte del martedì grasso, poi, tutti indossano la maschera e l’abito tradizionale bianco (Giolzi) per cercare il Giolzi Moro, il re del carnevale, armati delle più pittoresche forme di illuminazione.

Carrasciali timpiesu: il Carnevale “classico”

Se si cerca una manifestazione vicina alle sfilate “classiche”, il punto di riferimento dell’isola è il Lu Carrasciali Timpiesu a Tempio Pausania in Gallura.

Dagli anni Cinquanta del secolo scorso, la cittadina ospita imponenti sfilate di carri allegorici che si tengono tradizionalmente la domenica e il martedì di Carnevale. Il momento clou della manifestazione avviene la notte del Martedì Grasso con il celebre processo e condanna al rogo di Ghjolghju Puntogliu, il re del carnevale rappresentato da un gigantesco pupazzo accusato di tutti i mali e delle sventure della città.

Come arrivare in Sardegna per Carnevale

Per raggiungere comodamente le località dei festeggiamenti è consigliabile viaggiare con un mezzo di trasporto al seguito imbarcandosi sui traghetti di linea:

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Photo credits:

cogitosergiosum, Wikimedia

Gianni Careddu, Wikimedia

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