Sardegna tra sacro e profano: 4 tradizioni pasquali di questa antica terra

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In lingua sarda si chiama Sa Pasca Manna. Più che un “semplice” evento, è un momento nel quale la devozione del popolo sardo raggiunge il suo apice tra riti, processioni e momenti corali. E  queste 4 tradizioni pasquali della Sardegna ne sono la prova.

 

1. La Settimana Santa di Cagliari

È uno degli eventi più vivi e sentiti della Pasqua in Sardegna. Questa antica tradizione rivela ancora oggi le sue influenze spagnole. L’Arciconfraternita della Solitudine, l’Arciconfraternita del Santissimo Crocefisso e l’Arciconfraternita del Gonfalone sono coinvolte nei riti che hanno luogo nei quartieri storici di Cagliari e nelle chiese della città.

 

2. La processione dei Misteri di Castelsardo

Ha luogo in tutte le principali città della Sardegna anche se, a seconda delle diverse tradizioni, può svolgersi in giorni diversi. A Castelsardo, la processione dei Misteri si chiama Lunissanti (in quanto si svolge il Lunedì Santo) ed è un rito rimasto invariato fin dal secolo XI.

Alle 7:00 del Lunedì Santo, tutti i confratelli si ritrovano a Santa Maria, dove indossano le divise. Una volta scelti i portatori, iniziano le processioni che devono svolgersi sempre nello stesso ordine: la prima da Santa Maria alla Cattedrale, la seconda dalla Cattedrale al piccolo paese di Tergu e infine la terza ha luogo dopo il ritorno a Castelsardo.

 

3. Iscravamentu

Il nome, letteralmente, significa “schiodamento”. È la rappresentazione delle deposizione di Cristo: la statua di Gesù viene tolta dalla croce e depositata su una lettiga; in seguito, la statua viene portata in processione per la città oppure esposta ai fedeli per l’adorazione. A seconda del paese dove si svolge, questo rito può avvenire il giovedì, il venerdì o il sabato.

 

4. I dolci

Le tradizioni pasquali della Sardegna sono un momento in cui il sacro incontra il profano. E il profano in questo caso è rappresentato dai tipici dolci di Pasqua sardi: pardulas, pabassinas e mustazzoli non mancano mai sulle tavole del popolo sardo.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/vorticeassurdo

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