Leggende della Sardegna: l’ultimo principe di Casteldoria

leggende della Sardegna: l’ultimo principe di Casteldoria

Secondo la leggenda, il suo nome era Andrea Doria, ma in merito non ci sono prove storicamente accertate. Era inverno e il principe lo stava trascorrendo nel suo castello. Una dama s’innamorò perdutamente di lui. Non si sa se fosse la moglie o la figlia di uno dei cavalieri al suo servizio.

Per quanto lei si sforzasse, il principe la respinse sempre. A causa dell’insistenza della donna, Andrea Doria mise, forse per l’unica volta nella sua vita, da parte il suo animo cavalleresco. Arrivò a minacciare la donna di cacciarla dal castello se non avesse subito smesso di importunarlo.

Bruciante d’amore e ferita nell’orgoglio, la dama si rivolse a una famosa maga còrsa. La maga le disse di non poter fare niente poiché il principe era devoto a San Giovanni, che lo preservava dagli incantesimi. Ma c’era qualcuno che poteva: il demonio.

La dama promise la sua anima al demonio. In cambio, ricevette la facoltà di cambiare aspetto e di compiere malefizi. Accecata dall’amore, riprese con le sue moine, che comunque non ebbero effetto.

A quel punto, l’amore divenne odio. La dama assunse le sembianze di una vecchia maga. Nel sotterraneo che conduceva dal castello alla chiesa, disse ad Andrea Doria di fortificare il castello, perché un giorno sarebbe stato attaccato ed espugnato da cavalieri verdi, e tutti loro sarebbero stati impiccati. Detto questo, sparì.

Il principe, superato lo stupore, si fece animo: fortificò il castello e attese gli assalitori, deciso a non lasciarsi sconfiggere.

Arrivò maggio. I campi del Coghinas erano ricoperti di asfodeli e fieno. La donna si mise all’opera. Asfodeli e fieno divennero cavalieri in armatura verde in groppa a cavalli anch’essi verdi. E avrebbero attaccato il castello.

All’alba, giunto sulle mura per godere della brezza del primo mattino, Andrea Doria vide i cavalieri e impallidì. Gli tornò in mente la profezia: sarebbe stato impiccato. Non lo avrebbe permesso: anziché perire per mano del nemico, sarebbe morto di sua volontà. Si lasciò cadere dal bastione e morì sulle rocce sottostanti.

I cavalieri sparirono, tornado a essere asfodeli e fieno. La mattina divenne di nuovo fresca e serena. Nell’aria riecheggiava la risata diabolica e allo stesso tempo triste della dama che aveva avuto la sua vendetta.

 

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Fonte immagine: Di MaxFabio – Own work by the original uploader., GFDL, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5915630

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