Leggende della Sardegna: le sùrbiles, le terribili donne-vampiro

leggende della Sardegna: le sùrbiles

Le janas non sono gli unici esseri fantastici a popolare le leggende della Sardegna. Alcune di queste figure sono, come appunto le janas, fiabesche. Altre, invece, sono molto più cupe e inquietanti. Come le sùrbiles, le terribili donne-vampiro della tradizione sarda.

Come se fossero nate direttamente dalla mente di Bram Stoker (ma bisogna specificare che questa è una leggenda ancestrale, mentre Dracula fu pubblicato per la prima volta nel 1897), le sùrbiles succhiavano il sangue dei neonati, in particolare di quelli non ancora battezzati.

Per introdursi nelle camere dei neonati, le sùrbiles si trasformavano in piccoli insetti simili alle mosche che potevano passare agevolmente attraverso la serratura. Di solito, le loro “incursioni” avvenivano tra mezzanotte e le tre, con il favore del buio.

Ma il popolo non era indifeso. Per proteggere i neonati dalle “attenzioni” delle sùrbiles, si poteva ricorrere ad alcuni stratagemmi:

  • mettere nella stanza una scopa posta con le setole all’insù
  • appendere al muro un mazzo di foglie di arancio e d’issopo
  • mettere ai piedi del letto un paio di scarpe abbinate a un fazzoletto da testa
  • appendere dietro la porta un treppiede di quelli utilizzati per mettere la pentola sul fuoco
  • mettere un cappuccio o un piccolo giubbino a rovescio sulla testiera del letto
  • sistemare oggetti dentati sulla porta di ingresso (vedendoli, le sùrbiles si sarebbero fermate a contare ma, dal momento che sapevano contare solo fino a tre, avrebbero cominciato a contare daccapo all’infinito)

Alle 3:00 in punto, le sùrbiles se ne sarebbero andate. Per poi tornare la notte successiva.

 

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Fonte immagine: Flickr.com/photos/saint_judas

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