Terra di Sardegna: quando il cibo diventa una vera leggenda

leggende della Sardegna: il cibo

Abbiamo già detto quali sono le 5 leggende più belle della Sardegna. Forse ne manca una. In una terra antica come questa, il cibo diventa un’autentica leggenda. Non soltanto per la sua bontà: in Sardegna, ogni evento speciale è segnato da una precisa tradizione culinaria.

  • Le nozze sono uno dei momenti più belli nella vita di una persona. Un momento che in Sardegna si festeggia degnamente: per quest’occasione vengono preparati pani e dolci dalle forme più diverse come a cuore, a fiore, a corona, a colomba.
  • Is animeddas (in nome delle anime del purgatorio) sono dei pani a forma di corona che, il 31 ottobre di ogni anno, venivano distribuiti ai bambini. Questa tradizione è ancora viva in alcune zone della Sardegna.
  • Nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre la tradizione impone di lasciare sul davanzale una cena per i defunti: maccheroni fatti in casa, vino e acqua.
  • Il cibo scandisce anche gli eventi meno lieti: al settimo o al nono giorno dalla dipartita di un congiunto si dona sa panedda, un pane molto gustoso, ai parenti del defunto.
  • Is pardulas sono focacce di pecorino fresco, mentre is pabassinas sono dolcetti fatti con uva passa, mandorle, noci e mosto cotto: queste due specialità vengono preparate in occasione della Pasqua.
  • In Sardegna non si può parlare di Natale se sulla tavola mancano torrone, mostaccioli e gueffus (piccoli dolcetti di pasta di mandorle a forma di caramella e avvolti in carta velina colorata).

 

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Fonte immagine: Flickr.com/photos/francescobellu

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