Sardegna: 3 leggende per immergersi nell’atmosfera di Halloween

Halloween in Sardegna leggende

Halloween in Sardegna è un momento di tradizioni e usanze, in molti casi, quasi ancestrali. E molto antiche sono anche queste tre leggende. Storie un po’ cupe capaci di far riflettere e di insegnare qualcosa sulla natura dell’animo umano. Insomma, storie perfette per immergersi nell’atmosfera della notte di Ognissanti.

  1. Le sùrbiles. Alcune figure che animano le leggende della Sardegna sono quasi fiabesche. Altre, invece, sono molto più inquietanti. Come le sùrbiles. Sono terribili donne-vampiro che succhiavano il sangue dei neonati, in particolare di quelli non ancora battezzati. Si trasformavano in piccoli insetti simili alle mosche, così potevano entrare indisturbate nelle case. Le loro incursioni avvenivano tra mezzanotte e le tre.
  2. Luxìa Rabiosa. C’era una volta una donna. Era ricchissima, possedeva vastissime terre e fertilissimi campi di grano che ogni anno le davano abbondanti raccolti. Ma la donna era anche molto avara. Ed essendo l’avarizia un peccato capitale, Dio la punì: la trasformò in pietra insieme a tutti gli oggetti che possedeva. La tradizione vuole che gli oggetti pietrificati di Luxìa Rabiosa si trovino in alcune zone della Sardegna.
  3. Le panas. Si possano trovare nelle vicinanze dei fiumi e dei ruscelli posti ai crocevia, di solito in gruppo mentre stanno lavando i panni e cantando una tristissima ninna nanna. Sono gli spiriti delle donne morte a causa del parto. Se qualche sprovveduto aveva l’ardire di disturbarle, si vendicavano spruzzandogli acqua addosso. Acqua che bruciava come se fosse stata fuoco.

 

Fonte immagine: Flickr.com/photos/dominox_o

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