Folletti, spiriti, streghe e antichi tesori: 7 storie dalla Sardegna

Sardegna spiriti e folletti

Alcune di queste storie fanno parte delle leggende più belle dell’isola. Altre sono meno conosciute ma non meno ricche di fascino. Perché la Sardegna è un posto magico. Nel vero senso della parola. Un posto magico e misterioso abitato da spiriti e folletti. Che occasionalmente decidono di farsi vedere.

  1. Il folletto dai sette berretti (Tempio). Il folletto era una sprezzante creatura dei boschi, veloce e furba, abituata a fare dispetti e ad avere sempre la meglio. Un giorno, un uomo più scaltro e veloce di lui rubò uno dei berretti e lo nascose in una pentola annerita dall’uso. Il folletto non poté recuperarlo perché la sua bianca mano non poteva sporcarsi con il nero della fuliggine della pentola.
  2. La ragazza al fiume (Tempio). Un giorno, una donna vide una ragazza che lavava i pannolini del proprio bambino nel fiume. La donna redarguì la ragazza con male parole. E la donna portò per sempre i segni di tale affronto: una grossa macchia nera sul viso. Perché la ragazza, in realtà, era l’anima di una persona morta durante il parto.
  3. La stria (Aggius). Era un personaggio a metà tra una strega e una predatrice di bambini. Una volta, tormentò così tanto un bambino che questi cominciò a piangere a dirotto. La madre subito intervenne per calmarlo e, vedendo quello che le sembrava un filo penzolante dalla cappa del camino, lo recise senza indugio e senza pensarci troppo. Ma quel filo era la mano della stria.
  4. Il fortunato di Casteldoria (Aggius). Un uomo comune stava passeggiando di notte dalle parti del castello di Casteldoria. Quando, attratto da luci e rumori, sbirciò da una finestra del castello e vide le anime dei morti che depositavano tre monete d’oro. L’uomo così guadagnò un futuro ricco e prospero per sé e per la sua famiglia.
  5. Le janas. Si tratta della più popolare tra le leggende della Sardegna. Le janas avevano una pelle candida e molto delicata. Andavano a pregare presso i templi nuragici nelle notti di luna piena. Diventavano luminose per evitare le spine dei sentieri e questo segnalava la loro presenza. Avevano una voce suadente: la loro melodia si diffondeva di notte, accompagnando i viandanti solitari.
  6. Le streghe di San Sisinnio (Villacidro). Erano vecchie brutte con lunghi capelli e unghie acuminate che succhiavano il sangue e si trasformavano in gatti. Le loro storie erano raccontate per spaventare i bambini.
  7. La fanciulla e la miniera (Monserrato). Una giovane e splendida fanciulla, mentre faceva una passeggiata, rimase vittima di uno smottamento nella miniera d’oro di Genniau, vicino Sarroch. Chiunque passasse da quelle parti poteva sentire il telaio che l’anima della fanciulla continuava a utilizzare mentre aspettava di essere salvata.

 

Storie: Gino Bottiglioni, “Leggende e tradizioni di Sardegna”

Fonte immagine: Flickr.com/photos/12656278@N02

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