Due passi lungo l’acquedotto romano di Olbia

Acquedotto romano OlbiaUna città dal passato molto antico. Come del resto testimoniano la tomba dei giganti di Su Monte de s’Ape, o ancora i suoi nuraghi. E c’è un’altra attrazione che andrebbe vista se si vuole in un certo senso ripercorrere la storia di questa meta della Gallura: l’acquedotto romano di Olbia.

L’acquedotto romano di Olbia fu costruito tra il I e il II secolo d.C. Era lungo circa sette chilometri e interamente realizzato ad archi, l’elemento più caratteristico dell’architettura romana. La sua funzione era quella di portare l’acqua delle sorgenti della montagna di Cabu Abbas fino alle terme dell’antica città.

Al giorno d’oggi sono sopravvissuti solo alcuni spezzoni dell’intero tracciato. I resti meglio conservati e ancora visitabili si trovano nella località di Sa Rughittula. Originariamente l’acqua scorreva prima in una conduttura interrata, da qui poi confluiva in una piccola vasca quadrata, e dalla vasca cominciava un tratto di archi, molti dei quali si sono conservati.

Sul lato destro della strada è anche visibile una grande cisterna: è quasi completamente scavata nella roccia, a pianta quadrata, divisa in due metà da un transetto su pilastri, e si può ancora ammirare una parte del rivestimento impermeabile in malta. Ai lati di questa grande cisterna ci sono due vasche più piccole, e un pozzo che serviva per far entrare e uscire l’acqua.

Si tratta di uno degli acquedotti romani meglio conservati dell’intera Sardegna. Per raggiungerlo si parte dal lungomare di via dei Lidi. Subito dopo il cavalcavia si svolta a sinistra e si prosegue per circa un chilometro lungo la strada asfaltata, fino ad arrivare in località Sa Rughittula. Qui è possibile partecipare a delle visite guidate della durata di trenta minuti circa.

L’acquedotto romano di Olbia è sicuramente una delle cose da vedere durante una vacanza in questa località. E per partire alla volta della Sardegna il primo passo è sempre quello di prenotare per tempo il proprio traghetto.

 

Fonte immagine: it.wikipedia.org

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